Cerca
Close this search box.

Principi generali

In quanto settore di attività dell’Unione Buddhista Italiana, il Centro Studi (CS) segue il codice etico di questa organizzazione, di cui è parte integrante. Ai punti indicati in tale documento, si aggiungono i seguenti principi, più specificamente legati alle attività del Centro Studi.

Laicità. Il CS si ispira al rigore scientifico e al distacco critico che caratterizzano le forme di sapere moderne, conservando piena autonomia rispetto a qualunque confessione religiosa.

Interculturalità. Il CS intende promuovere processi di interazione e reciproca trasformazione tra saperi appartenenti a culture diverse, nei quali ciascuno degli interlocutori è chiamato a mettere in questione i propri presupposti.

Interdisciplinarietà. Il CS intende favorire l’incontro e l’integrazione tra diverse discipline e approcci, con particolare attenzione per la forma di indagine fenomenologica che caratterizza il buddhismo; si impegna inoltre a recepire le sfide epistemologiche e metodologiche insite in tale impresa, promuovendo lo sviluppo di linguaggi e metodi capaci di porre tale approccio in dialogo con i saperi moderni.

Antiriduzionismo. Il CS intende valorizzare il ruolo centrale che le dimensioni filosofica, esistenziale, sociale ed etica rivestono nell’esperienza contemplativa, assumendo una distanza critica dagli approcci che ne restituiscono una rappresentazione inadeguata e rischiano di ridurne la portata trasformativa.

Accessibilità. Il CS si impegna a favorire l’accessibilità delle fonti classiche e moderne del buddhismo, nonché degli strumenti utili a promuovere, più in generale, la conoscenza e la pratica contemplativa. Ciò implica innanzitutto l’impegno nella produzione, traduzione e pubblicazione di materiali destinati al grande pubblico, in più lingue e attraverso vari media; comporta inoltre l’intento di promuovere la penetrazione di pratiche e principi ispirati all’ambito contemplativo nei diversi settori della società.

Applicabilità e innovazione. Il CS si impegna a rispondere alle sfide scientifiche, filosofiche, etiche, sociali, ambientali ed occupazionali del mondo contemporaneo, ricercando interazioni fruttuose tra i propri ambiti di interesse e i nuovi saperi, le nuove tecnologie e professioni, e le avanguardie culturali.

Inclusività e pluralismo. Il CS rispetta e favorisce la varietà di prospettive, esperienze e tradizioni; incoraggia il dialogo tra individui di diversa provenienza geografica, culturale e religiosa; promuove l’inclusione e il pluralismo e condannando ogni forma, esplicita o implicita, di esclusione e discriminazione.

Qualità della ricerca. Il CS si impegna a promuovere la qualità della ricerca riguardo al buddhismo, agli studi contemplativi e agli altri campi di suo interesse. Sostiene la ricerca rigorosa, l’approfondimento delle conoscenze e l’innovazione, al fine di contribuire all’evoluzione e alla diffusione di informazioni affidabili e rilevanti.

Comunità e collaborazione. Il CS mira a creare una vasta comunità di apprendimento, composta da studiosi, studenti e praticanti di tutto il mondo. Promuove altresì la collaborazione con altre istituzioni e organizzazioni legate alla formazione e alla ricerca, per favorire lo scambio di conoscenze, la circolazione di talenti e la crescita condivisa.

Responsabilità sociale e ambientale. Il CS riconosce ad ogni individuo od organizzazione un margine di responsabilità nei confronti della società e dell’ambiente; in quest’ottica, si impegna a promuovere pratiche e valori che contribuiscano al benessere individuale e collettivo, nonché alla sostenibilità ecologica – aspetti da sempre cari al buddhismo.

Linee guida per la formazione

Oltre a seguire i suddetti principi generali, i percorsi formativi promossi dal CS si ispirano alle seguenti linee guida.

Carattere esperienziale e interattivo della didattica.

Con riferimento particolare agli studi contemplativi, il CS promuove l’integrazione tra studio teorico, pratica meditativa e attività interattive (come il dibattito e la condivisione dell’esperienza), seguendo in ciò i principi della pedagogia contemplativa. Questa scelta trova la propria ragion d’essere nel carattere eminentemente esperienziale della conoscenza contemplativa: se da un lato la conoscenza scientifica e l’inquadramento filosofico e storico-religioso rappresentano fattori essenziali per un approccio rigoroso alla dimensione contemplativa, dall’altro, in assenza di un’esperienza in prima persona per quanto possibile solida e corroborata, questa forma di sapere è destinata a rimanere inattingibile nella sua specificità.

Accreditamento dei percorsi formativi.

Il CS promuove percorsi di studio che prevedano l’accreditamento da parte di istituzioni universitarie. Con questa scelta si intende sottolineare l’importanza di considerare le conoscenze e le competenze acquisite attraverso lo studio e la pratica contemplativa come elementi non marginali della cultura contemporanea, bensì come contributi essenziali e proficui, meritevoli di riconoscimento e integrazione nell’ambito istituzionale della formazione.

Connessione con il mondo del lavoro.

Oltre a formare studiosi e ricercatori, il CS mira a istituire percorsi destinati alla formazione di figure professionali emergenti che siano in grado di contribuire alla diffusione e all’integrazione di prassi, stili di vita, prospettive e valori legati alla dimensione contemplativa in vari contesti della società (tra cui sanità, istruzione, ambito aziendale, mondo dello sport e della crescita personale).

Esplora

Riproduci video

Giangiorgio Pasqualotto parla del Master in “Contemplative Studies”

Is essi volupta turestrum aut re cones placcullorro volestium qui cum