Bhaiṣajyaguru: Iconografia e rituali del Buddha della Medicina tra l’India nord-occidentale, l’India orientale e il Tibet
Shikha Gupta – Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (DSAAM), Università Ca’ Foscari Venezia (2024-oggi)
Vincitrice di una borsa di dottorato finanziata dal Centro Studi UBI.
Lo studio del rapporto tra buddhismo e medicina ha recentemente vissuto un rinnovato interesse nella ricerca accademica occidentale, affermandosi come un nuovo e dinamico campo di indagine. Mentre le ricerche precedenti si sono spesso concentrate sull’importanza del buddhismo dell’Asia orientale e sul suo sviluppo, il lavoro di Shikha si focalizza sulla storia e sulla storia dell’arte relative al culto del Buddha Bhaiṣajyaguru (il Buddha della Medicina) in territorio indiano e nell’area del Gandhāra – oggi in Pakistan. Intitolata “Bhaiṣajyaguru: Iconografia e rituali del Buddha della Medicina tra l’India nord-occidentale, l’India orientale e il Tibet”, la ricerca esamina i cambiamenti sociopolitici che hanno influito sulle narrazioni artistiche e religiose del culto, nonché sulla sua successiva trasmissione nei luoghi di cultura tibetana.
Lo studio di Shikha rappresenta un tentativo di confutare l’assunto secondo cui il culto del Buddha Bhaiṣajyaguru non sarebbe mai esistito in India. La sua ricerca getta luce su due periodi cruciali: la fase tra il I e il IV secolo d.C., quando furono elaborati importanti testi relativi al Buddha della Medicina nell’India nord-occidentale, e quella tra il VII e il X secolo d.C., quando il culto subì trasformazioni iconografiche nell’India orientale, su influenza del sapere medico ayurvedico. Viene così proposta una nuova ipotesi riguardante gli sviluppi e la rotta della diffusione del culto: dall’India nord-occidentale all’Asia centrale, quindi all’India orientale e infine al Tibet.
Sebbene il culto di Bhaiṣajyaguru non si sia affermato ampiamente nel buddhismo indiano delle origini, i suoi testi e le sue pratiche mediche hanno costituito veicoli cruciali per la diffusione transculturale delle idee mediche indiane in altre parti del mondo nel corso del primo millennio d.C.. In Asia centrale (Kucha, Ming-oi e Dunhuang), in Tibet e nel Sud-est asiatico (Thailandia e Sri Lanka) questa trasmissione di conoscenze ha posto le basi per sistemi di medicina tradizionale ancora oggi largamente praticati.
In alternativa all’approccio metodologico tradizionale della storia dell’arte, la ricerca adotta uno sguardo critico, analizzando la matrice sociopolitica dell’arte e dell’iconografia buddhista indiana e il suo impatto sulle rappresentazioni tibetane del Buddha della Medicina. Ciò permette di simulare la complessa connessione tra il sapere medico indiano e le rappresentazioni e pratiche tibetane. I simboli legati al Buddha della Medicina non sono semplici emblemi: si ritiene infatti che siano stati particolarmente efficaci nelle pratiche mediche antiche e che siano tuttora utilizzati come rimedi fondamentali nella medicina tibetana.